UOMO D'ORIENTE

Quando tutto è oscuro
nel cielo d'oriente
urla scaglioso il vento
sopra la fredda immensità delle dune
dove il cupo tempestar dei rombi
lacerano l'antro dei disperati rantoli.
Tu luna sei pallida nella notte
e dietro le nubi ti nascondi,
non sei tu la medesima
che qui in occidente insieme guardiamo le onde?
dove ci illudiamo dei verdi campi
che nascondono il buio del mondo,
ma l'aspro odore del sangue
stronca il cielo ardente nella culla.
Si raccolgono le chiome sparse
qual crudo disegno del destino
anime che dal sole sono arse
disperdono nel vento la pelle.
Fratello quale è la storia di ieri
quante albe su un cumulo di promesse
sperdute nella nebbia delle norme
hanno acquistato un contorno vero?
Il tuo ardore per la pace
è una speranza che comincia
sempre domani, ma quale domani
tutto è un lungo numero di serie
legato ha una catena di clamori.
Il pianto di lacrime amare
nel bagliore delle pupille
non tradisce l'audacia
nella fierezza della tua anima.
Si chiede ai figli l'abnegazione
per la propria terra
ma una domanda si cela nell'inconscio
tutti amano la propria terra
ognuno ha il diritto di difendere la sua terra
ma allora!perché si fa guerra?
La visione di un mondo nuovo
nasce come un presepio vivente
ma la ricerca di un pianeta diverso
di uomini nuovi
affonda nella caligine di sempre
Uomo d'oriente non hai stelle
ed hai gridato da sempre il tuo pane
ma nessuno Dio ,nessun potente
ha udito il tuo appello
e nell'ironia di una nuova luna
ostenti paziente le macerie
di sogni e di speranza
raffigurate dal volto della notte.


Maria Lembo